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La storia

Le origini del convento risalgono al 1254, prima come dimora de monaci Cluniacensi, poi delle suore Agostiniane e infine Domenicane.
Nel 1566 ne presero possesso i Servi di Maria, con relativo trasferimento del titolo della chiesa, diventando G.Giuseppe.
Negli ultimi anni del XVIII secolo, in seguito all’occupazione napoleonica, il convento andò incontro a varie traversie, finchè la legge di soppressione generale degli Ordini religiosi (1810) pose termine alla vita della comunità religiosa.

L’11 ottobre 1818 i Cappuccini entrarono nella sede di S.Giuseppe e, dalle mani dell’arcivescovo di Bologna, 11 sacerdoti e 16 fratelli laici ripresero l’abito religioso.
Nel 1865 parte del convento venne confiscato per uso militare, e, infine, nel 1866, nel quadro della soppressione ad opera del Regno d’Italia, anche la chiesa fu requisita, mentre i frati furono secolarizzati.

La chiesa fu riaperta al culto nel 1873, mentre per il riacquisto di tutto il convento fu completato solo nel 1892.
Nel 1926, in occasione del VII centenario della morte di S. Francesco, il prato attiguo al piazzale della chiesa fu trasformato in giardino pubblico e nel mezzo vi fu eretto un monumento con una scultura in bronzo, raffigurante S. Francesco, opera di Mario Sarto (1927). Durante la seconda guerra mondiale, il convento fu duramente colpito dai bombardamenti. Particolarmente grave fu la perdita di 20.000 volumi della biblioteca.

Il 18 febbraio 1943, con decreto dell’arcivescovo di Bologna, card. G. B. Nasalli Rocca di Cornegliano, la chiesa venne elevata a Santuario e il 15 agosto 1959 il card. G. Lercaro la erigeva in parrocchia, derivando il suo territorio dalle Parrocchie limitrofe di S. Paolo di Ravone, della Sacra Famiglia al Meloncello e di S. Caterina di Saragozza. Primo parroco fu P. Amedeo Zuffa, che vi rimase fino al settembre del 1993. Il suo successore fu P. Nazzareno Zanni fino al 2005. Da settembre 2005 è parrocco P.Livio S. De Bernardo.

La storia in dettaglio